Creare siti web è un’arte o una scienza? Ho provato a cercare su Google... ma non ho trovato la risposta! L’unica certezza è che tra scienza e arte non dobbiamo dimenticarci della funzionalità, un fattore imprescindibile per creare equilibrio tra la voglia di ammaliare e la necessità di convertire. “Fare in modo che funzioni” è compito di un team di ux designer, un gruppo di persone che lavora alacremente per trarre risultati tangibili dall’esperienza di un prodotto, nel nostro caso un sito.

Ma cosa fa un ux designer tutto il giorno?

Un sacco di cose! Trasformare la visita su un sito in un’esperienza memorabile è un lavoro duro e richiede tante attività. Ecco un elenco di quelle che riteniamo fondamentali.

Perde Investe tempo in tante riunioni

Le riunioni sono come gli esami per Eduardo De Filippo: non finiscono mai, ma sono necessarie per crescere. Per questo prima di ogni incontro fissiamo sia un obiettivo da raggiungere che un limite temporale. Stabilire la durata di un brief aiuta a concentrarsi e stimolare l’urgenza creativa del gruppo, che deve prendere una decisione entro la fine della riunione. Nella nostra agenzia web non mancano le lavagne: rappresentare graficamente un progetto ci aiuta a comprenderlo meglio e facilitando lo sviluppo di nuove strategie.

Studia gli scenari di mercato

Studiare i concorrenti è fondamentale per capire cosa ha funzionato nella loro strategia e quali opportunità invece non sono state colte. Questa analisi ci dà la possibilità di intercettare e soddisfare le necessità latenti delle user personas tenendo in considerazione parametri euristici molto precisi. Ad esempio usiamo una tabella per mettere a confronto:

  • Facilità di navigazione;
  • Chiarezza dei contenuti;
  • Cura del design;
  • Efficacia del design;
  • Appagamento delle aspettative del cliente;
  • Leggibilità;
  • Usabilità;
  • Efficacia delle conversioni obiettivo;
  • Efficacia dell’assistenza;
  • Velocità del sito;
  • Indicizzazione di parole chiave strategiche;
  • Visibilità sui dispositivi mobile.

Creare uno scenario di mercato ci permette di avere un quadro più chiaro sull’intero progetto.

Cura le interviste all’azienda

L’intervista a un cliente aiuta una  web agency a comprendere informazioni difficilmente intercettabili sulla rete. Un vero ux designer non si accontenta di ascoltare l’opinione del titolare, ma coinvolge diverse professionalità di un’azienda per coglierne ogni aspetto. Questo tipo di interviste ci aiuta anche a individuare criticità e punti di forza e comprendere quali siano le aspettative dell’azienda sulla rete. Quello dell’UX website è l’unico frangente dove le domande sono più importanti delle risposte. Quando si tratta di creare siti web la domanda giusta è fondamentale: devono emergere tutti i dettagli possibili e nulla deve essere trascurato.

Traccia un ecosistema dei clienti sulla rete

Prima di iniziare a creare siti web custom è fondamentale capire come l’azienda comunica sulla rete. Per farlo vengono analizzati tutti i canali digitali già presenti prestando attenzione a quali tipi di collegamenti intercorrono tra di loro e che tipo di reazioni raccolgono. La raccolta di queste informazioni permette allo user experience designer ci creare una mappa dei clienti sulla rete. I dati raccolti e organizzati devono spingerlo alle seguenti riflessioni:

  • chi sono le persone che parlano dell’azienda?
  • quali sono le loro abitudini?
  • che informazioni stanno cercando?
  • con chi interagiscono?
  • quali strumenti hanno a disposizione?
  • quali dispositivi usano sulla rete?
  • su quali canali comunicano?

Una volta organizzate queste informazioni uno UX designer può iniziare a definire le user personas.

Identifica le User Personas

persona-card-esempioRaccolto e organizzato ogni tipo di dato su azienda e competitor, intrapresa un’attenta analisi di mercato, lo user experience designer analizza i dati raccolti per fare emergere delle user personas, un ritratto più attendibile possibile dei potenziali clienti che vogliamo raggiungere. Le user personas sono come carte di identità immaginarie complete di dati anagrafici, abitudini, bisogni, paure, desideri e potere d’acquisto del nostro pubblico. Assegnare un nome e una foto alle user personas ci aiuta a immaginare il loro percorso attraverso le successive attività multicanale. Parliamo delle customer journey map.

Progetta Customer Journey Map

Customer Journey Map

In quanto web agency ci piace usare termini un po’ fighetti! Quando parliamo di customer journey map ci riferiamo a uno schema che riassume tutte le interazioni che le user personas avranno con il nostro progetto digitale. Utilizzare un sito custom al posto di WordPress ci semplifica la vita: affidandosi a un cms personalizzato la nostra web agency è in grado di coprire ogni tipo di bisogno in modo estremamente flessibile. Rappresentare graficamente  i desideri e i bisogni  di ogni persona permette allo ux designer di pensare in ogni passaggio a una soluzione specifica per ogni esigenza. Di seguito un esempio.

Creare siti con la Customer Journey Map

La nostra web agency può contare su figure professionali con competenze molto specifiche. Questa caratteristica ci permette di identificare da subito quali siano i canali più adatti a coprire le esigenze strategiche di ogni fase. Il workflow non rappresenta solo le attività on site, ma una strategia digitale più complessa che può coinvolgere attività social, annunci sponsorizzati e strumenti di analisi.

Pianifica una Value Proposition Canvas

La “Mappa del Valore” è un processo che aiuta a individuare e tenere sotto controllo i principali benefit di prodotti e servizi. Evidenziare questi aspetti chiave ancora prima di progettare un sito è fondamentale per non perdere mai di vista i reali obiettivi di marketing e comunicazione. Il compito che si prefissa uno ux designer è quello di comunicare efficacemente ogni tipo di vantaggio alle user personas, rispondere alle aspettative che ripongono nel brand, capire e risolvere le loro paure su prodotti, servizi o esperienza di acquisto.

 

creare siti web con la value proposition canvas

Decide le KPI: gli indicatori di performance

La misurabilità di ogni azione è sicuramente una delle caratteristiche più apprezzate della rete. Dalla brand awareness alla vendita online, la prestazione di ogni iniziativa può essere valutata interpretando ogni tipo di dato tracciabile, come la visualizzazione di pagine ottimizzate, le azioni compiute su una pagina o più semplicemente il numero di transizioni concluse su un commercio elettronico. Il successo di un progetto è dettato dalle KPI, acronimo di Key Performance Indicator. Sono tanti i vantaggi di stabilire da subito un obiettivo misurabile: possiamo valutare il successo di una strategia UX;  comprendere quali miglioramenti apportare; correggere criticità del progetto. Non sempre ci limitiamo a misurare la conversione di un obiettivo. Ecco alcuni esempi di KPI più complesse:

  • Problemi di usabilità: calcolabile in base a quante persone hanno riscontrato lo stesso tipo di problema;
  • Tempo di risoluzione: quanto tempo ha impiegato una persona a terminare un funnel di conversione;
  • Soddisfazione dell’esperienza: valutabile soltanto attraverso un questionario;
  • SUM, la single usability metric: nasce da una combinazione dei diversi tipi di parametri, tra cui anche quelli illustrati precedentemente.

Studia il comportamento degli utenti

Una volta definiti obiettivi e user personas uno ux designer ha il compito di anticipare ogni mossa degli utenti online. Per farlo deve comprendere e anticipare il comportamento del pubblico in ogni fase della customer journey map. Sono tanti gli elementi da tenere in considerazione: i passaggi tra una pagina e l’altra del sito, le interazioni all’interno dello stesso ambiente; il grado di complessità di moduli e applicazioni… Ad ogni necessità non corrisponde una sola soluzione, perfino per lo stesso utente. Un vero user experience designer deve tenere in considerazione ogni tipo di fattore. Un esempio pratico? Pensiamo all’acquisto di un prodotto su un commercio elettronico. Anche per una richiesta così semplice uno ux designer deve prevedere soluzioni diverse, condizionate ad esempio dalle visite pregresse, la fonte di accesso al sito, l’autenticazione di un utente o il riscatto di una promozione. Ogni variabile può condurre a diversi di scenario.

ux design - percorso utente

Pianifica una tassonomia per creare siti web

Più contenuti sono in gioco più abbiamo il dovere di non disorientare i nostri visitatori. Non avere riferimenti chiari all’interno di un sito dinamico e complesso spaventa gli utenti, influendo negativamente sul tasso di abbandono del sito. Per questo uno ux designer si preoccupa di pianificare una tassonomia efficace per il sito, raggruppando pagine e contenuti al pari di costellazioni. La comprensione di ogni elemento della pagina è affidata a elementi grafici e concettuali che aiutano le user personas a raggiungere più facilmente gli obiettivi della customer journey map. Visitare una galassia di contenuti diventa più facile con punti di riferimento coerenti. La tassonomia ci aiuta a disegnare la nostra mappa stellare.

Ottimizza la mappa di un sito

La mappa di un sito è contemporaneamente sia un punto di arrivo che di partenza. Da un lato uno ux desinger trae le fila di un lungo processo d’analisi, dall’altro gli sviluppatori possono iniziare a far scorrere le dita lungo la tastiera. Una buona struttura gerarchica determina il successo di tanti  aspetti di un progetto digitale. Perché prendersi la briga di progettare una mappa prima della realizzazione di un sito?

  • Una sitemap mostra al team di sviluppo come sarà strutturato il sito;
  • Una sitemap ci ricorda la posizione di ogni contenuto sul sito e la sua funzione;
  • Una sitemap evidenza il rapporto che intercorre tra le varie pagine del sito;
  • Una sitemap  ci aiuta a visualizzare il percorso delle user personas sul sito;
  • Una sitemap studiata ad arte influisce positivamente sulle performance SEO.

Cercate una bella board e tanti bigliettini. Faranno felice il vostro ux designer.

Creare site map ux con postit

Pianifica le iterazioni

Definire una sitemap non significa terminare chiudere un progetto il giorno dopo. Soprattutto se si tratta di creare siti web custom molto complessi. Progetti particolarmente elaborati richiedono la definizione di una roadmap di ogni implementazione con scadenze molto precise. Il metodo agile indica questo tipo di approccio come lavoro per iterazioni. A ogni iterazione corrisponde non solo un obiettivo di sviluppo, ma la risoluzione soddisfacente di un’esigenza strategica del progetto.

Stalkera le persone!

Una volta pubblicato un sito ci rimane soltanto un modo per valutare l’esito di un progetto: spiare le persone! Chiaramente non parliamo di spiarle da una telecamera (a meno che non ci diano il consenso). Ci sono tanti strumenti che possiamo utilizzare per ottenere informazioni, dall’esaustivo Google Analytics fino a programmi che analizzano le query di ricerca, “mappe di calore” che tracciano i movimenti del mouse da desk o programmi di “eye tracking” per il mobile. Interviste e sondaggi agli utenti sono importanti, ma non bastano. Gli strumenti di analisi ci aiutano a comprendere in modo oggettivo aspetti del progetto difficili da identificare, permettendoci di sfruttare nuove opportunità o sopperire a eventuali criticità in modo tempestivo. I test di usabilità sono un altro strumento importante per appurare l’efficacia di un ux website. Queste prove vengono effettuate  misurando la capacità di utenti campione di portare a termine ogni compito assegnato sul sito.

Si diverte con gli A/B test

Creare siti web personalizzati dà la possibilità a uno ux designer di modificare ogni elemento senza limiti di personalizzazione. Anche il più piccolo dettaglio può contribuire al grado di successo di un obiettivo. È più performante un tasto verde o uno arancione, un bottone o un link, una descrizione o un’immagine hero-shot? Non abbiamo una risposta universale: dobbiamo creare due varianti e attendere i risultati. L’istinto o l’opinione personale sono un ricordo del passato:  L’A/B Test ci regala la sicurezza dettata dall’inconfutabilità dei dati della rete. Un valido strumento gratuito per questo tipo di esperimenti? Noi consigliamo Google Optimize.

Conclusioni

Come hai potuto vedere uno ux designer non sta certo con le mani in mano. Lavorare in ottica UX implica sperimentare nuove strade e ottimizzare al massimo la user experience. Richiede esperienza, competenze tecniche, progettualità e buona capacità di analisi. Non è una strada facile, ma permette di raggiungere grandi risultati. Ci aspetta una grande sfida: sei pronto a partire?