“Le parole sono importanti”. Lo ripeteva Nanni Moretti in un celebre film del 1989, e per quanto questa frase possa risultare banale, in fondo non c’è nulla di più vero. Le parole sono importanti in quanto danno un senso alle cose, magicamente le fanno esistere, le rendono comprensibili a tutti. Come sfiorata da una bacchetta incantata, qualcosa diventa reale solo quando viene nominata. Il linguaggio è così fondamentale perché ci differenzia da tutte le altre creature viventi, perché sta alla base delle relazioni umane. Lo hanno affermato Heidegger, Wittgenstein e tutti quei filosofi, poeti e scrittori che ci hanno insegnato come sia proprio grazie alle parole che riusciamo a comprendere noi stessi, gli altri e tutto ciò che ci circonda.

“Le parole hanno il potere di distruggere e di creare.

Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo”.

(Buddha)

I sociologi e i linguisti del passato però non dovevano fare i conti con i Social Network. Ogni giorno oggi su Facebook, Instagram, Twitter, LinkedIn e affini si rincorrono, si susseguono, scivolano, urlano, sussurrano, incitano fiumi di parole, che scorrono sotto gli occhi di miliardi di “lettori” spesso disattenti. Se il report Global Digital 2018 ci informa che quest’anno “gli utenti attivi sui social network corrispondono al 42% della popolazione mondiale, trascorrendovi una media di 6 ore al giorno”, provate a pensare quante ne fluiscono liquide e veloci tra noi e lo schermo del nostro smartphone.

“Le parole sono la più potente droga usata dall’uomo”.

(Rudyard Kipling)

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E se le parole hanno un potere immenso, usarle a dovere e padroneggiare il loro significato è un’arte indispensabile, quella del copywriting, a cui dobbiamo far appiglio anche e soprattutto quando parliamo di social. A volte ci capiterà di sentirci come dei pesci fuor d’acqua, o, per essere più attuali, come Dante alle prese con un pezzo di musica Dub. Ci troveremo spaesati in quello che è il bosco impenetrabile, misterioso e sterminato del linguaggio. Succederà anche di restare letteralmente senza parole, senza fiato, senza idee.

Eppure. Eppure non dobbiamo disperare. Esistono sempre le parole giuste per spiegare in maniera chiara ed efficace quello che vogliamo dire. Ci vuole solo un po’ di pazienza a scovarle, perché le parole spesso si nascondono, ci sfuggono tra le dita… e tra le lettere della tastiera. Per recuperarle e non farle scappare, basta tenere sott’occhio piccole pillole di copywriting indispensabili quando parliamo di Social Media Marketing: una guida pratica (e vissuta) di 7 consigli per la realizzazione di ogni singolo post.

Diamo una rinfrescata al copy sui social network: attenzione, usare con cautela!

#1. Le dimensioni contano… ma non sono tutto!

I Social prediligono testi brevi e i contenuti stringati. Insomma, non c’è bisogno di allungare il brodo solo perché le varie piattaforme ce lo permettono (tutte tranne Twitter). Tips per soddisfare il nostro eccessivo bisogno di caratteri: inserire parti di testo nella grafica o utilizzare gli hashtag (entrambi con parsimonia su Facebook).

Ricordiamoci però che, anche se essere sintetici e concisi è importante, non possiamo mai estraniarci dal contesto in cui ci troviamo e dal contenuto del nostro post.

#2. Ti racconterò una storia. C’era una volta…

Tra le esigenze intrinseche dell’essere umano c’è quella più ancestrale di sentirsi raccontare una storia. La narrazione ci accompagna sin da quando siamo bambini, ancor di più di generazione in generazione, fino ad arrivare ai nostri antenati. E quale favola ci coinvolge di più, se non quella dove ci sentiamo protagonisti? Quella che rispecchia i nostri bisogni, quella che ci tocca nel profondo, che comprende le nostre esigenze.

#3. Let me inspire you

Abbandoniamo tutto ciò che è costruito, obsoleto. Cerchiamo l’emozione nelle parole, per ispirare chi le legge. Per far provare sensazioni sotto la pelle. Parola d’ordine: risvegliare la passione.

#4. La sintesi è un dono: ricordalo sempre.

Siete così sicuri che il lettore capirà ciò che scriviamo? Se anche tu stesso alla domanda: cosa significa? non riesci a dare risposta (tranquilli, capita a tutti) riassumi, riscrivi, cancella, rifai. Fai una giravolta, falla un’altra volta. Respira. Invoca il Santo Dizionario delle Collocazioni e cancella le frasi inutili. E bye bye subordinate.

#5. Be original!

Basta con le aziende leader di settore, con i servizi a 360° o anche con i termini stra-utilizzati come “molto”, “tanto”, “cose”… Liberiamocene! Cerchiamo di essere sempre creativi e di curare il nostro lessico: diamo luce alle parole per farle brillare all’interno del testo.

#6. Attenzione alla punteggiatura e ai refusi

La sentite la voce della vostra maestra di italiano delle elementari che vi sussurra all’orecchio? Ebbene sì, le virgole esistono e vanno usate. Esistono anche i due punti e i punti e virgola, questi sconosciuti. I puntini di sospensione vanno usati sempre in 3: l’unico caso al mondo in cui un triangolo funziona.

Poi mettetevi gli occhiali (dai non fate finta che la vista non vi stia abbandonando davanti a quei monitor) e rileggete due, tre volte: il refuso è sempre in agguato.

#7. Non stiamo parlando al muro

Al centro dei nostri testi per i social ci sono sempre loro, le persone. Quelle che swipano con il ditino sullo schermo dello smartphone mentre sono al lavoro, a letto, in bagno, in metro, in macchina per strada, a tavola. Non dimentichiamoci mai che stiamo parlando con loro: dialoga con chi ti sta leggendo. Fai domande, incentiva le loro opinioni, instaura un rapporto. Come una chiacchierata tra amici. Senza mai dimenticare il giusto tone of voice.

E che la forza (delle parole e del caffè) sia con noi!

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