Hybrid work VS Remote work: ecco la nostra scelta

Il 2020 è stato un anno davvero particolare che ha messo alla prova l’economia mondiale e nel più piccolo, anche le abitudini delle singole persone. La pandemia Covid-19 ha costretto infatti anche le aziende italiane ad adottare metodi di lavoro inconsueti che hanno inevitabilmente cambiato il modo di vivere gli uffici e di interagire con colleghi e clienti.

In quest’ultimo anno e mezzo si è sentito molto parlare di smart work, remote work o hybrid work, parole più conosciute all’estero che sono entrate in poco tempo anche nella nostra quotidianità. Ma siamo certi di conoscerne i significati e la metodologia di lavoro che rappresentano? In questo articolo affrontiamo questi aspetti ma non solo: noi di Extera ci abbiamo messo del nostro e abbiamo deciso di testare alcuni di questi metodi di lavoro innovativi perché riteniamo che il cambiamento sia sempre un’opportunità di crescita da non sottovalutare.

Remote work, smart work o hybrid work: di cosa stiamo parlando

Si fa presto a dire smart working! La verità è che spesso quello che la maggior parte delle persone intende per smart work va in netto contrasto con il suo vero significato. Partiamo con alcune definizioni per fare chiarezza.

Hybrid work: il lavoro ibrido permette al dipendente di suddividere la settimana lavorativa tra 2 tipologie di lavoro, ovvero quello in remoto e quello in ufficio.

Remote work: nel lavoro da remoto l’unica cosa che cambia rispetto al consueto lavoro in ufficio è la sede: questa – che presumibilmente potrebbe essere la propria residenza o il proprio domicilio – dovrà essere comunicata e accordata con il datore di lavoro. Gli orari dell’ufficio vengono mantenuti.

Smart work: chiamato anche lavoro agile è un metodo di lavoro che non prevede vincoli in termini di orari o di spazio. È un accordo che si instaura tra datore di lavoro e dipendente che pone la sua attenzione nell’organizzazione e nel raggiungimento di obiettivi. In parole povere? Con lo smart work è possibile lavorare da ogni luogo che preveda una connessione internet e in orari che possiamo stabilire in totale libertà purché si mantengono produttività e risultati.

L’ordine in cui vi abbiamo presentato queste tipologie di lavoro innovative non è un caso. Com’è comprensibile dalle definizioni stesse, lo smart work è un’evoluzione del remote work e l’hybride work è un compromesso tra il lavoro da remoto e il lavoro in ufficio.

Perché non abbiamo scelto lo smart work

Lo smart work è molto ambito da chi adora lavorare ad obiettivi senza necessità di vincoli di orario tuttavia non è adatta ad ogni azienda e soprattutto va in contrasto, a nostro avviso, con il lavoro in team. Siamo un’azienda che al momento conta 23 persone che lavorano in modo coeso per la realizzazione di progetti e-commerce, di digital marketing e di progetti custom. La nostra giornata tipo prevede almeno un allineamento mattutino tra i vari team e le settimane corrono veloci tra attese di feedback da parte dei colleghi o dei clienti al fine di poter procedere con lo sviluppo di un progetto. Pensare di avere totale libertà nel proprio campo sarebbe impensabile per noi. Ci troveremmo in situazioni in cui il lavoro viene bloccato da un collega che in quel momento sta facendo una pausa o che ha deciso di lavorare di sera e di godersi il pomeriggio con la famiglia. I cambiamenti dovrebbero portare ad un incremento della produttività e degli obiettivi raggiunti, ad un aumento della soddisfazione personale e di quella del cliente. Per tutti questi motivi abbiamo dovuto necessariamente escludere questa tipologia di lavoro e raggiungere un compromesso.

Dal remote work all’hybride work

Quando ci siamo trovati a dover affrontare il periodo Covid non avevamo idea di cosa sarebbe successo ma sicuramente eravamo di fronte ad un avvenimento straordinario che ci stava mettendo di fronte a delle scelte: la distanza tra le postazioni in ufficio andava rivista, la sicurezza della nostra salute veniva al primo piano, i progetti non potevano essere bloccati e il tempo a disposizione per attivare un cambiamento era davvero poco. A questo punto, confrontandoci l’un l’altro abbiamo optato per una soluzione drastica ma sicuramente efficace: attivare il lavoro da remoto.

Nel giro di qualche ora abbiamo lasciato le nostre scrivanie vuote, caricato in macchina i computer e raggiungo le nostre case per verificare la connessione e organizzare il lavoro. Eravamo a tutti gli effetti un’azienda che lavorava da remoto.

Pro del remote work

Che emozione lavorare da casa! Si, perché si sa, i cambiamenti rendono sempre un po’ curiosi ed eccitati all’inizio. E già iniziavamo ad annusare i primi aspetti positivi di questo cambiamento:

  • non dovevamo più fare i pendolari e potevamo risparmiarci fino a 1 ora al giorno di strada per raggiungere gli uffici;
  • avevamo più tempo da dedicare al nostro tempo libero;
  • avevamo più tempo da dedicare alla nostra famiglia.

Ma le cose con il tempo diventano più abitudinarie e gli aspetti negativi iniziano ad invadere quella positività che ci aveva inizialmente pervaso.

Contro del remote work

Dopo mesi di lavoro da remoto abbiamo iniziato a fare autoanalisi, a confrontarci sugli aspetti che potevano essere migliorati e a comprendere quali fossero le difficoltà riscontrate:

  • si lavorava sempre da soli e il massimo livello di socializzazione con i colleghi era per un caffè in videoconferenza;
  • riunioni sempre e solo via Google Meet;
  • se una connessione saltava la riunione poteva slittare di diversi minuti bloccando il lavoro di tutti.

La bilancia iniziava ad oscillare ed era arrivato il momento di prendere una decisione definitiva: si trona in ufficio o si pensa ad una soluzione alternativa?

Hybride work: un compromesso di successo per Extera

Dopo il periodo di remote work il ritorno a tempo pieno in ufficio avrebbe destabilizzato la maggior parte di noi che si era inevitabilmente abituata ad una giornata di lavoro molto diversa rispetto a prima.

Qui è nata quindi una proposta da parte di alcuni colleghi: perché non provare a lavorare un paio di giorni da casa e gli altri in presenza, organizzando un calendario che permetta di avere sempre qualcuno presente in ufficio e al tempo stesso di far incontrare i colleghi che non possono far a meno di condividere un progetto?

Una nuova sfida per ognuno di noi che ha messo le sue basi nel mese di luglio 2021: il lavoro ibrido.

Il risultato? Ognuno di noi ad oggi può, per due giorni alla settimana, portare con se i benefici del lavoro da remoto e al tempo stesso annullarne gli aspetti negativi. La produttività è aumentata e la soddisfazione generale di noi stessi e dei clienti ci ha permesso di comprendere che l’hybrid work era proprio ciò che fa al caso nostro.

Sono quasi 3 mesi che abbiamo attivato il lavoro ibrido e siamo davvero felici di potervi portare questa testimonianza di successo.

Se ti piacerebbe lavorare in un’azienda flessibile con la possibilità di lavorare da casa per 2 giorni la settimana ma senza rinunciare alla vita in un ufficio valuta le posizioni aperte o inviaci il tuo curriculum spontaneamente! Siamo sempre alla ricerca di nuovi collaboratori.

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