mi serve un dam - parte 3

Mi serve un DAM? Si, ma ancora non lo sai. Parte 3

Abbiamo analizzato il DAM, ne abbiamo affrontato le potenzialità in termini di indicizzazione prima ed elaborazione digitale dei contenuti multimediali poi. Fin qui tutto chiaro, mi auguro. Terminiamo la nostra saga dedicata al DAM, parliamo di distribuzione omnichannel.
“Che cos’è?”

Distribuzione omnichannel con il DAM

Cerchiamo di utilizzare un linguaggio più morbido e facile da digerire. Infatti quello che vorremmo analizzare è un concetto non nuovo ma che va sottolineato per la forza e la sua portata rivoluzionaria.
“Ovvero?”
Andiamo con ordine. Abbiamo appreso insieme che il DAM è una soluzione software che ti facilita la vita nel caso in cui tu stia affogando nel mare di immagini, video e altri documenti multimediali. Tramite il DAM tutti questi asset possono essere organizzati, gestiti ed elaborati, pronti ad essere serviti ai vari canali di distribuzione (e-shop, catalogo cartaceo, sito web, social, ecc.).
Eccoci qua, distribuzione omnichannel.
“Non mi sono ancora chiare le potenzialità.”
Ok. Immagina che la tua azienda debba distribuire la stessa scheda prodotto a vari canali come sopra già citati. La stessa, ma con le opportune peculiarità che si deve a quel particolare mezzo. Insomma non tutte le informazioni vanno su tutti i canali: le giuste informazioni al giusto canale. Ogni contenuto pubblicato non può quindi essere uguale all’altro, ma deve essere necessariamente sempre coerente: ogni informazione deve provenire da un Master ovvero l’unica fonte di verità certificata in azienda. Questo vuol dire che portiamo figure professionali differenti (marketing, product manager, tecnici, logistica, traduttori altro) a lavorare sulla stessa scheda prodotto, ognuno la arricchisce per quanto di sua competenza.

Ad esempio il progetto che in Extera stiamo studiando e sviluppando prevede un sistema che configura quali attributi devono essere visti in quale canale, supponendo di avere un cliente che espone i suoi prodotti su un e-commerce B2B, un e-commerce B2C, un sito corporate, un catalogo cartaceo, un touch screen da utilizzare durante le fiere.
La sfida, che abbiamo accettato, è quella di aiutare l’azienda a mantenere una brand identity e un’immagine sempre coerente, una comunicazione lineare e fluida che passa attraverso diversi canali. Niente di nuovo a livello concettuale per chi si occupa di marketing, ma una grande esigenza a livello organizzativo e operativo.
È possibile inoltre aggiungere come canali di destinazione Amazon, Ebay, Magento, Shopify, i comparatori ed ogni sistema in grado di elaborare informazioni digitali.

Ecco che il DAM, con metodo e ordine, stabilisce (secondo criteri da te assegnati) quali contenuti vanno pubblicati, come e dove. Senza ore di riunioni, feedback che non arrivano, scambi infiniti di email tra reparti.

“Ok, mi serve un Dam.”

Condividi su

Copia il link dalla Clipboard

Copia