Non è la specie più forte a sopravvivere, e nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento.

Sembra che la stessa regola osservata da Charles Darwin in natura sia valida anche per i motori di ricerca. Almeno per Google. Il motore di ricerca di Larry Page e Sergey Brin è stato fondato nel 1997. Da allora la rete è cambiata diverse volte adattandosi a tecnologia, esigenze e nuovi dispositivi. In particolare negli ultimi anni, con l’affermarsi dei social e l’uso di smart-phone, diventati una variabile determinante delle nostre interazioni e ricerche online. È per questo che Google continua a crescere velocemente, adattando i suoi algoritmi di ricerca per restituire risultati sempre in linea con i trend del momento. Il mondo cambia rapidamente e Google lo insegue. E tu hai già iniziato a correre? In quale direzione?

Tutto quello che sapevi sulle ricerche online sta cambiando. Novità tecnologiche e hardware sono come un fiume in piena, un cambiamento che sta plasmando il modo in cui cerchiamo contenuti sulla rete. Tempo fa “Cercare in rete” significava avviare un computer,  digitare su un browser www.google.com e vagliare una serie di risultati. Google sa che questo processo non è più così elementare e si sta adattando. Dovresti fare altrettanto.

 

Una nuova ricerca

Per tanti tanti anni il modo in cui cercavi informazioni sulla rete è rimasto pressoché invariato. Da un computer desktop visitavi un motore di ricerca (quasi sicuramente Google), inserivi alcune parole chiave all’interno di un box bianco centrale, ottenevi un numero di link con risultati ragionevolmente coerenti. Poi un giorno tutto è cambiato. Oggi una “cercare in rete” significa avere a che fare con un numero imprecisato di dispositivi, essere influenzati da fattori come ricerche pregressecerchie sociali e geolocalizzazione, accedere a tecnologia intelligente come Amazon Echo e Sony SmartBand, usare iOS e Android come sistemi operativi al posto del solito Windows.

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I cambiamenti sono stati veloci come veloce è diventato il nostro modo di cercare. Sono lontani i tempi in cui per accedere ad internet bisognava stendere un cavo di connessione tra telefono e salotto e incrociare le dita perché prendesse la linea. Ogni tipo di ricerca oggi viene fatta al volo, dedicando a questa attività solo qualche secondo nei momenti di pausa o nelle urgenze.

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Lo strumento utilizzato per le ricerche cambia a seconda delle circostanze. Un esempio? Se stiamo camminando per la strada e dobbiamo conoscere informazioni sul percorso o il traffico potremmo rivolgerci al nostro Apple Watch, usando la voce invece che una tastiera. Se vogliamo ordinare una pizza nel ristorante più vicino possiamo chiedere direttamente a Siri al posto che scrivere su Google Search.

Una prova? Guardate quanto è salito il termine “chiama mamma” su Google Trend in Italia man mano che si evolvevano sistemi e dispositivi a ricerca vocale.

Non sei l’unico a cui non piacciono i cambiamenti. Anche Mr. Google non l’ha presa molto bene all’inizio: una buona fetta di introiti proviene proprio da annunci che appaiono in modo mirato a seconda dei termini ricercati sul suo sito.

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L’Impero colpisce ancora

Il suo motore di ricerca sta gradualmente perdendo potere, ma “la forza scorre grande in Google”. Grazie a quale trucco Jedi? Google è perfettamente consapevole dei cambiamenti che ci circondano, e per questo è corso ai ripari. Questi sono alcuni degli strumenti che ha utilizzato.

App e sistemi operativi

Android,  AppsChromeDriveGmail, e Google Maps. Non sono solo ennesimi prodotti Google, ma un modo per abbracciare in modo completo ogni tipologia di ricerca.

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Il tentativo di Google di rendere la sua presenza ancora più tangibile con linee di connessione in fibra ottica proprietarie che viaggiano 10 Gigabit al secondo. Ancora presto per sapere se si diffonderanno, mentre altre realtà come Google Maps si sono affermate come standard di affidabilità istantaneamente.

Android Auto
Google vuole portare il primato di Google Maps anche nelle ricerche vocali  all’interno dei sistemi operativi per autovetture parlanti, diventando di fatto il competitor principale di Apple’s CarPlay.

Sommando tutti questi servizi è facile capire come Google continui ad ottenere informazioni complete sulle nostre ricerche anche senza a fare affidamento su www.google.com, anche con progetti azzardati come gli  smartwatch Android Wear, i Google Glass, i netbook Chromebooks e le automobili senza pilota. Tutti gli strumenti di Google si stanno unitamente muovendo verso un’esperienza di ricerca mobile in prima persona, come confermato dall’update di  Google Mobilegeddon. A un anno di distanza dal primo aggiornamento, l’algoritmo di ricerca ha premiato le aziende che più facilmente si sono conformate ai requisiti richiesti: velocità di caricamento e usabilità orientata al mercato mobile. La strada intrapresa da Google “mobile friendly” prosegue con il rilascio degli aggiornamenti “Snack Pack” e la recente eliminazione degli annunci AdWords nella colonna destra dei risultati di ricerca.

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L’obiettivo principale di Google è continuare ad essere comunque rilevante, continuando a tenere aggiornato e fornire dati al suo database. L’attuale rivale numero uno di Facebook sulla rete non prende nemmeno in considerazione l’idea di rinunciare a www.google.com. Google  sta mettendo a punto una rete di software e strumenti in grado di rendere il motore di ricerca sempre attuale, veloce e pienamente rispondente alle aspettative delle nostre ricerche. Ecco alcune novità.

Google AMP

Un progetto per accelerare al massimo i contenuti visibili su mobile e rendere più facili i trattamenti su questi dispositivi.

Google App Streaming

Il motore di ricerca per e sulle App di Google.

Google Physical Web

Un open source per analizzare ogni tipo di elemento scaturito da un’interazione sulla rete e restituire un’adeguata risposta in base a elementi come la geolocalizzazione o l’utilizzo di smart objects.

Google Destinations

Un sistema per pianificare i viaggi che riunisce informazioni preziose per i turisti da tutto il mondo.

Tutti questi servizi e sotto servizi di terze parti saranno comunque utilizzati per fornire risposte sempre complete, coerenti e attendibili per Google Search, mantenendo vivo e rilevante il flusso di informazioni analizzato. Non solo! Ogni tipo di risultato avrà una valenza diversa a seconda del dispositivo utilizzato. Numeri di telefono e Business Card attivano ad esempio azioni specifiche una volta che appaiono su telefonino.

Il ritorno degli utenti

Questi sono soltanto alcuni modi in cui Google sta rispondendo ai profondi cambiamenti della rete. Il sogno di Larry Page? Costruire Google City,  una città a misura di Google dove sperimentare in diretta funzionalità e ripercussioni dell’uso combinato di tutti i sistemi di domotica e intelligenza artificiale testati. Qualche futurologo guru di Internet ha azzardato  che il futuro delle ricerche sarà “senza siti” e  “senza risultati di ricerca”. Seguendo questa previsione è facile rilanciare. Forse facendo una ricerca locale otterremo al posto di link direttamente un’azione specifica, ad esempio si attiverà in automatico un navigatore per guidarmi ad un luogo preciso dopo aver valutato posizioneveicolo in cui ci muoviamosmart objects usatiuso del telefonino e – solo in minima parte – ricerche testuali, che andranno sempre più in disuso.

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Il tipo di risposta che mi aspetto? Che Google ti dica “L’agenzia web di cui hai bisogno si trova non troppo lontana dalla tua azienda, ti aspettano per una visita”, piuttosto che una serie di link tra cui spulciare. Un’unica risposta al posto di una paginata di risultati significherebbe un duro colpo per gli annunci AdWords, ma Google sta già sicuramente testando nuovi modi per offrire valore aggiunto ad aziende e inserzionisti.

Il nostro consiglio finale? Se hai intenzione di correre con Google muoviti sempre nella direzione che ti sta indicando, rimani aggiornato, adattati ai suoi cambiamenti. Se Google cerca di carpire segnali dal mondo digitale e prepara piani a lungo termine per il suo futuro, come azienda dovresti farlo anche tu. Contattaci per una consulenza.